112: La statua proibita.

Easy Italian Podcast

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Oggi parliamo di fatti che sono accaduti e eventi che stanno per accedere. Così tante emozioni e così poco tempo per parlarne!

Come scaricare la trascrizione

Vocabolario

Note dell'episodio

Think You Know Italy? Test Your Geography Skills with Our Quiz - https://www.youtube.com/watch?v=EJKyF7cmv9E&t=350s

Oggi Matteo e Raffaele non stanno nella pelle! - Ma cosa vuol dire?
"Non stare nella pelle" vuol dire essere impazienti, voler subito arrivare al momento desiderato, così tanto da "scappare dalla propria pelle".

Ma parleremo della Grecia e di Atene nella prossima puntata, oggi parliamo di Italia, Milano e sculture bandite!

Ma di cosa stiamo parlando?
Paliamo di una statua che, donata dalla famiglia dell'artista, non può essere mostrata in pubblico, ma perché?

https://tg24.sky.it/milano/2024/04/05/milano-statua-piazza-duse

E non solo, cotinuiamo il nostro giro, andiamo in un borg molto particolare. Il borgo più stretto d'Italia. Ma cosa vuol dire?
Bè per sapere di cosa stiamo parlando e dov'è questo fantastico borgo dovete ascolare l'episodio. Mettetevi comodi e prendete qualcosa da bere

Vi diamo solo un piccolo indizio:

https://en.wikipedia.org/wiki/Carlo_Collodi

La serie su "Pinnocchio" di cui Matteo ha parlato durante l'episodio:
https://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_di_Pinocchio_(miniserie_televisiva)

Trascrizione

0:09 Matteo:
Si parte!
0:23 Raffaele:
[Parla in greco]
0:26 Matteo:
No, no, no, no, no, no, no, no, no, no.
0:28 Raffaele:
Non è l'Easy Greek Podcast questo?
0:31 Matteo:
No, no, no.
0:32 Raffaele:
Ho sbagliato, scusate. Vi chiedo perdono... Questo è il podcast di Easy Italian?
0:36 Matteo:
Questo è Easy Italian. Io sono Matteo e tu sei Raffaele.
0:41 Raffaele:
Grazie di avermelo ricordato! E sai, io sto entrando già nell'atmosfera. Tu con questo "si parte"... e io sono già partito!
0:51 Matteo:
Sei arrivato già, praticamente.
0:54 Raffaele:
E abbiamo dato anche già l'indizio, quindi, per i più attenti, sul dove andiamo. E anche con chi andiamo.
1:01 Matteo:
Sì, hai detto praticamente tutto in poche parole.
1:05 Raffaele:
Dove andiamo?
1:05 Matteo:
Andiamo ad Atene. Andiamo ad Atene per una settimana, qualche... cinque giorni di workshop e simpatia con tutti i canali di Easy Languages.
1:24 Raffaele:
Del network di Easy Languages. Fantastico! Non vedo l'ora, non sto nella pelle! Quanti altri modi di dire che vogliono dire la stessa cosa conosciamo?
1:35 Matteo:
Eh non tantissimi... "Non vedo l'ora" è abbastanza particolare per gli italiani, nel senso che in altre lingue non c'è. Tradotto letteralmente è strano, però rende l'idea. Perché dici "sono così eccitato, che non riesco nemmeno a vedere l'ora".
1:55 Raffaele:
E "non sto nella pelle" invece ti l'impressione proprio, sai, di quelle scene da cartone animato.
1:59 Matteo:
Esatto, pensavo alla stessa cosa.
2:02 Raffaele:
Dove il personaggio scappa rapidamente, lascia la sua pelle sul posto.
2:07 Matteo:
Alla Tom e Jerry.
2:09 Raffaele:
Eh sì, o Wile E. Coyote. Che, attenzione, è Wile E. Coyote, e non Willy il Coyote come diciamo noi in Italia.
2:18 Matteo:
Ah, mi hai rivelato una cosa... (Poi magari mi sbaglio...) Ma torniamo ad Atene. O almeno, andremo ad Atene. Partiamo subito dalla prima domanda: ci siamo già stati? Raffaele, ci sei già stato?
2:33 Raffaele:
Io ci sono già stato qualche anno fa. E mi è piaciuta tantissimo, anche se con qualche difficoltà iniziale, mettiamola così. Tu invece ci sei mai stato?
2:47 Matteo:
No, per me è la prima volta ad Atene. Sono molto curioso e molto felice che finalmente vado in una città che non conosco, perché è da tanto che in realtà non visito una capitale ancora non visitata.
3:05 Raffaele:
E in Grecia, in genere, ci sei già stato?
3:09 Matteo:
Sì, sono stato nelle isole, alcune, quelle più vicine all'Italia, e anche a Salonicco, quindi nella parte nord. E poi nella parte nord-ovest, verso il confine, perché siamo andati a un capodanno da quelle parti. E poi ho visto anche [Meteora], che sono un posto fantastico!
3:38 Raffaele:
Matteo, ti manca solo Atene della Grecia! (Esatto! Mi mancava la capitale!) Metti la ciliegina sulla torta adesso con Atene. Io personalmente ho fatto tante isole greche, ogni anno, ogni due anni proviamo a farne una nuova. Ed ho visitato Atene. Non sono stato a Salonicco ma mi piacerebbe tanto perché me ne hanno parlato tanto tanto bene. Però, insomma, se hai visitato così tanti posti della Grecia sai già più o meno cosa aspettarti. Però Atene è la capitale quindi cosa ti aspetti da Atene?
4:11 Matteo:
Allora, mi aspetto buon cibo, un po' di caos e spero non caldo. Secondo me il tempo è perfetto, il periodo è perfetto per non soffrire il caldo. Perché Atene l'ho sempre vista un po' come ho visto Napoli, o anche un po' più calda. E sì, questo.
4:35 Raffaele:
Secondo me ci hai preso in pieno, poi mi dirai. Nel senso che il buon cibo in Grecia è ovunque. Il caldo: farà più caldo che in Italia anche più caldo che a Napoli, e considera che ieri qui tanti sono andati al mare, sono andati in spiaggia, perché fanno 20 gradi e c'è sole. Ad Atene dovrebbe essere intorno ai 25, ma si abbassa la temperatura intorno ai 15 la sera. Quindi forse la sera si starà freschi. E poi il caos: non è un caso che tu abbia detto "l'ho sempre associata un po' a Napoli"... Perché è stata una delle impressioni che ho avuto anche io quando sono stato ad Atene. Cioè, ho visto succedere cose ad Atene che possono succedere soltanto ad Atene e a Napoli. Ovviamente non è così, però insomma per generalizzare un po', ci sono più punti di contatto tra queste due città. Nel senso che il traffico è un po', così, disordinato, la guida è un po' spericolata da parte degli autisti, il parcheggio è praticamente libero, anche se vietato. Cioè la gente parcheggia un po' dove gli pare. E questo non è il massimo, però insomma un po' di carattere in più alla città.
5:57 Matteo:
Bene, sono molto contento, sì, non mi sorprende questa cosa. Perché insomma penso che capitali europea che vedo più vicine a Napoli sono Atene, che non ho mai visto, quindi in realtà sono sempre un "penso che siano simili". E Lisbona. Anche Lisbona mi sembra molto vicina come…
6:17 Raffaele:
Sì, ci può stare. Diciamo che Napoli può essere vista così, come la figlia di... Ipapà è sicuramente Atene. La mamma può essere Lisbona, può essere Barcellona, possono essere altre città della Spagna, comunque iberiche. Napoli è un po' così. E tra l'altro si trova nel mezzo tra queste due realtà, no? La realtà ellenicala realtà iberica, che vuol dire greca e spagnola/portoghese. La  mia esperienza ad Atene in realtà non cominciò proprio nel migliore dei modi. Perché l'albergo che avevo prenotato era vicino ad una piazza molto centrale, che si chiama Omonia Square. Il problema è che è uno dei luoghi forse peggiori di Atene, cioè più disordinati, più sporchi, meno turistici, va', se vogliamo dire così. P incasinati... E quindi la prima reazione che ho avuto a contatto con Atene è stata: "ma dove sono venuto?!" Poi mi sono reso conto dopo un po', camminando su questa stradone di cui non ricordo più il nome, che più o meno da Omonia ti porta verso il centro turistico, Monastiraki, quella zona lì... Atene, come dire, si è rivelata piano piano ai miei occhi, fino poi ad arrivare alla zona dei Monastiraki, la Plaka, poi l'acropoli, che mi ha fatto letteralmente innamorare.
7:51 Matteo:
Bello, bello. Non vedo l'ora. P ne parliamo, più dico "vorrei partire adesso". Anche se è meglio di no, perché non ho niente pronto.
8:00 Raffaele:
Anche io: valigiazero. Ho uno zaino piccolino da riempire ma sono ancora a zero con i preparativi. Per le escursioni, pensa che Dimitris ci ha promesso un tour sulle colline del centro storico di Atene. Ecco, sarà la quindicesima volta che dico non vedo l'ora durante questo podcast... E un'altra cosa che mi auguro che faremo tutti quanti insieme sarà quella di vedere la vista del Partenone di notte. Se non l'hanno organizzata, ti porto io in un bar, dove sono già stato, che ha una vista notturna del Partenone, che è una cosa che ti rimarrà impressa per sempre. Del Partenone e dell'Acropoli in genere.
8:49 Matteo:
Bello, bello, bello. Quindi praticamente non manca altro che andare ad Atene. E in realtà anche voi verrete ad Atene con noi, perché registreremo un episodio lì.
9:07 Raffaele:
La prossima puntata, in diretta o quasi, tecnicamente si chiama in differita, da Atene. Quindi proveremo a registrare da Atene, se i rumori della città ce lo consentiranno.
9:20 Matteo:
Ma sì, ma sì, sarà molto divertente.
9:23 Raffaele:
Faremo anche tanti video con tutti gli altri canali, ci divertiremo lavorando e lavoreremo divertendoci, faremo tanti contenuti per voi. Però insomma abbiamo tempo per parlarne.
9:37 Matteo:
Sì, infatti, adesso a questo punto, visto che siamo arrivati già a questo punto senza nemmeno una sezione, ti direi: io lancio una sezione e tu vedi che riesci a trovare.
10:03 Raffaele:
Ok, ci sto. Cosa è successo questa settimana? Fammi pensare, non saprei... No, sto scherzando, so esattamente cosa è successo questa settimana e so di cosa vuoi parlare. Questa volta non andiamo lontani, o almeno tu non vai per niente lontano. Resti nella tua città. La tua città, Matteo? Ti faccio questo domandone: Milano è la tua città?
10:29 Matteo:
È complicata come cosa, perché ormai vivo a Milano e ho tutto a Milano da anni. Quindi... si possono avere più di una città?
10:42 Raffaele:
Quante ne vuoi! (E allora sì, è una delle mie città.) Noi facciamo così, per semplicità: la città in cui vivi. Stai bevendo? Anche io sto bevendo!
10:54 Matteo:
Sì, stavo facendo un sorso d'acqua. Fa bene sempre idratarsi, ragazzi.
11:00 Raffaele:
Sì, come potete vedere, ha cominciato a fare caldo in Italia, quindi beviamo più volte durante la registrazione. Siamo a Milano, Matteo. OK? Ti porto a Milano, ti parlo di un artista, una scultrice, Vera Omodeo, che ha una vita, per certi versi, straordinaria. Ma ci arriviamo. Per adesso ti parlo di questa sua scultura che... L'artista non c'è più. I figli hanno deciso di donarla alla città di Milano. L'artista, tra l'altro, è di Milano, quindi è locale. E hanno anche suggerito una collocazione in città. "Secondo noi va benissimo, starebbe benissimo in Piazza Duse". Cos'è Piazza Duse, Matteo?
11:49 Matteo:
Piazza Duse è una piccola piazzetta che è molto vicina al centro ed è molto bella perché i palazzi che si affacciano sulla piazza sono tutti palazzi molto eleganti e d'epoca. E la piazzetta è piccola, e c'è un piccolissimo... ci sono aiuole più che un parchetto, quindi è molto, come dire, contenuta.
12:16 Raffaele:
Ci starebbe bene nel mezzo una statua?
12:19 Matteo:
sì.
12:20 Raffaele:
Perfetto direi. No, ho visto le immagini di questa piazzetta, mi sembra un posto ideale per accogliere una statua di donna tra l'altro. Perché la Duse, Eleonora Duse è stata una delle attrici teatrali più grandi della storia d'Italia. E dà il nome a questa piazza. Questa richiesta è arrivata al comune di Milano, che ha una specifica commissione per valutare la, come dire, la... il posizionamento delle opere pubbliche all'interno della città. Cioè, c'è una commissione che fa questo di lavoro. La risposta però della commissione è stata "non possiamo metterla in pubblico". Adesso, cosa rappresenterà mai questa statua secondo te che non può essere messa in pubblico?
13:11 Matteo:
Non so, qualcosa di offensivo?
13:13 Raffaele:
Qualcosa di osceno? Qualcosa di orribile? Qualcosa di spaventoso? Niente di tutto questo. Rappresenta una mamma che allatta un neonato. (Eh?) Proprio così, questa statua di una donna che allatta è stata rifiutata dal comune di Milano, o quantomeno non è stata messa in un luogo pubblico, perché non adatta ad essere mostrata in pubblico.
13:44 Matteo:
Ma che senso ha? Ma mi sembra... Ma chi è questo? È lo stesso rettore della scuola americana che voleva censurare il David di...
13:59 Raffaele:
Secondo me la mentalità dietro queste decisioni è grossomodo la stessa. Non sarà la stessa persona... (Oh, mamma mia!) Ti leggo le spiegazioni, perché è stato messo nero su bianco che questa statua non può essere messa in piazza perché "rappresenta valori certamente rispettabili". E fin qui... "ma non universalmente condivisibili".
14:26 Matteo:
E qui mi casca tutto perché, dato che è una madre con un figlio, dov'è la non universalità di questa cosa?
14:37 Raffaele:
Guarda, io non riesco a trovare una cosa più universale di questo. Letteralmente. Cioè, siamo tutti nati da una donna e quasi tutti sono stati allattati. O comunque l'allattamento è il simbolo per eccellenza della maternità, della vita, della nascita. Come fai a ritenere non universalmente accettabile o condivisibile una statua di una donna che allatta? Forse il problema, Matteo, è che da un lato, come dire, un seno allatta. L'altro seno è scoperto.
15:15 Matteo:
Ma è una statua... Qua si va indietro più che andare avanti: è importante dare spazio all'arte.
15:25 Raffaele:
Matteo, tieniti forte! (Eh, non mi dire altro...) E invece c'è altro, la spiegazione continua e invece di migliorare le cose, le peggiora. Perché la spiegazione continua e dice "consigliamo la collocazione all'interno di un ospedale o di un istituto religioso".
15:48 Matteo:
Eh? Ma innanzitutto, ma chi sono questi signori che fanno la commissione?
15:56 Raffaele:
Eh, io non li voglio incontrare.
15:59 Matteo:
Eh, nemmeno io. L'istituto religioso non ha senso perché se è stata regalata alla città di Milano, che c'entra la città di Milano con l'istituto religioso? Punto primo. Sono due cose diverse, cioè è come dire: mi regalano una cosa e io la espongo a casa tua... Cioè, non ha senso! Poi ospedale: ma perché, scusa, l'ospedale non è pubblico?
16:27 Raffaele:
E magari, sai, il reparto maternità.
16:31 Matteo:
Vabbè, ma no, perché l'ospedale anche ha le sue cose. Anche qui, è come se invece di esporre una cosa a casa mia, la espongo nel condominio, nell'ingresso, al portone, non ha senso.
16:47 Raffaele:
Sì, si perde un po' tutto il senso. Limitare l'esposizione di questa statua a questi ambienti dimostra che non hanno capito nulla della statua dell'artista, di cui ti dico tra poco un po' di più. Ma dov'è che casca l'asino? Sull'ultima frase che dice: "è ideale metterla in ospedale o in un istituto religioso perché qui il tema della maternità viene espresso con sfumature squisitamente religiose." E quindi sta a significare che, se vogliamo intenderla come riferimento religioso, della Madonna con bambino, o di mamma che allatta in genere, ok, mettiamola nell'istituto religioso o nell'ospedale. Ma se rappresenta una statua e basta, con i suoi valori e quello che è, non può essere messa in pubblico". "Perché il seno scoperto è osceno". Secondo me è il, come dire, il sottinteso di questa spiegazione. E io mi ribello fortementequesta cosa. Non siamo mica su Facebook, che riconosce il seno scoperto e censura le foto dei bambini allattati dalle mamme. Siamo nella vita reale, questa è una statua che dovrebbe diventare un simbolo, nella città di Milano.
18:12 Matteo:
Non ho parole, penso che ci siano dei problemi serissimi, perché se iniziamo a censurare le statue... andiamo benissimo...
18:23 Raffaele:
Che poi, secondo me, non hanno neanche studiato l'artista. Come dire, che non la conosciamo io e te o i nostri ascoltatori ci può stare, non è un artista di fama internazionale. Però ha una sua storia. Innanzitutto, come ti ho detto prima, è locale, è milanese, ed è stata la prima donna a realizzare il portale di una chiesa a Milano. Quindi, per certi versi, un simbolo forte del femminismo. Non solo, è una donna che ha sofferto di una patologia che si chiama nefrite, ed è stata operata. Alla fine di questa operazione i dottori le hanno detto:  andata bene, però mi dispiace, lei non potrà mai avere figli." Si può dire una cosa del genere a una donna? La signora Omodeo è andata avanti con la sua vita con caparbietà e con, come dire, intelligenza, artistica e non. E ha dato [alla] luce [] sei bambini! Quindi questa statua non è una semplice statua. Rappresenta un po' la vittoria del corpo femminile in genere, che riesce a dare vita, la vita, contro tutti i pronostici. Anche contro tutti i pronostici. Fortunatamente il sindaco Sala ha ascoltato le voci... dell'Italia, per certi versi. E ha detto: "a me non piace questa decisione, chiederò alla commissione di rivedere il loro giudizio".
20:03 Matteo:
La cosa che mi fa piacere è che sia da un lato che dall'altro della politica si sono espressi contro questo giudizio. Nel senso che sia da sinistra che da destra si sono espressi in maniera negativa verso questa... la decisione della commissione. Quindi questo è buono, mi fa ben sperare verso, insomma... Poi però a questo punto mi chiedo, ma chi sono questi della commissione?
20:34 Raffaele:
Io ti ho detto, io non li voglio conoscere, perché... Anzi, per certi versi sì, perché sarebbe come fare un salto indietro nel tempo, no? Conoscere delle persone medievali.
20:44 Matteo:
Sì, più o meno sì, ma di uno specifico periodo del Medioevo.
20:49 Raffaele:
Facciamo così, facciamo un salto in avanti, ma non al presente. Ti porto più o meno metà Ottocento, va bene?
20:57 Matteo:
Andiamo. Quindi non solo in giro a spasso nel tempo, ma anche per l'Italia.
21:10 Raffaele:
Eh sì, ti porto nella metà dell'Ottocento e più in particolare ti porto in un borgo molto particolare, che esiste ancora assolutamente, quindi vale anche per il presente. Ed è un borgo che ha un record, anzi due. È il borgo più ripido e più stretto d'Italia.
21:32 Matteo:
Oh wow!
21:33 Raffaele:
Ma io vorrei sapere chi è che si mette a misurare l'inclinazione e la larghezza dei borghi...
21:42 Matteo:
Deve essere veramente un bel lavoro, però, andare per i borghi.
21:46 Raffaele:
Cosa vuol dire ripido?
21:48 Matteo:
Allora, ripido vuol dire... Mi viene da aggiungere un altro aggettivo che è scosceso, ma in realtà... Ripida è una strada che ha un'inclinazione molto alta e quindi difficile da camminarci.
22:08 Raffaele:
Perfetto. E rapido?
22:11 Matteo:
Rapido invece vuol dire molto veloce.
22:15 Raffaele:
Esatto, da non confondere i due. Ripido e rapido. Questo qui è un borgo ripido, vuol dire che, insomma, quando lo devi scendere devi stare attento a non cadere. E quando devi salire, insomma, farai un bel po' di fatica.
22:32 Matteo:
Sì, devo dire che guardando... Non ci sono mai stato. Ma guardando le foto deve essere molto faticoso.
22:39 Raffaele:
Ma anche molto speciale, molto particolare. Perché il nome di questo borgo ti ricorderà qualcosa. Questo borgo si chiama Collodi. Ti ricorda qualcosa?
22:54 Matteo:
Ebbene sì, mi ricorda l'autore di un famosissimo libro che parla di un pezzo di legno.
23:02 Raffaele:
E sì. Parliamo di Carlo Collodi, e il pezzo di legno è Pinocchio. "Storia di un burattino. Le avventure di Pinocchio": questo è il titolo completo del libro. Lcuriosità è che Carlo Collodi non si chiama veramente Carlo Collodi. Si chiamava in realtà Carlo Lorenzini ed è nato e morto a Firenze, quindi fiorentino. Ma usa come pseudonimo lo pseudonimo di Carlo Collodi perché a Collodi ci ha passato l'infanzia con il nonno, e perché il padre ci ha lavorato per quasi tutta la vita.
23:44 Matteo:
Ah, interessante.
23:45 Raffaele:
Quindi molto legatoquesta cittadina. Immagino che avrà avuto le gambe belle grosse il nostro Carlo Collodi, per salire e scendere le stradine di questo fantastico borgo... Che è legato a doppio filo con le vicende di Pinocchio. Ed infatti una delle attrazioni di questo borgo è proprio il parco dedicato al... forse il burattino più famoso del mondo.
24:14 Matteo:
Fantastico! Quindi ci sono... è probabilmente il detentore anche di un terzo record, cioè il borgo con più cose da vedere, nello spazio più piccolo.
24:26 Raffaele:
E tutte collegate alla storia di Pinocchio. Probabilmente sì. Ad esempio in questo parco è molto bella la... il laghetto con la balena all'interno, ma ci sono tutta una serie di installazioni artistiche che rimandano alla storia di Pinocchio. Che è, ripeto, una delle più famose nel mondo e una di quelle più riconducibili all'Italia. Non ti nego che spesso a Napoli i turisti fanno confusione, ad esempio, tra Pulcinella, la maschera napoletana, e Pinocchio.
25:05 Matteo:
Sì, in effetti sì, in effetti in qualche modo si può confondere.
25:11 Raffaele:
Entrambi hanno nasi strani. (Sì sì.) Quello di Pulcinella è ricurvo e coperto da una maschera. Ma, ecco, la maschera è proprio il segnale che se c'è la maschera è Pulcinella. Se non ce l'ha, è Pinocchio. Pinocchio non ha maschere, è un burattino di legno e il suo naso ha la particolarità di allungarsi quando dice le bugie. Matteo, dimmi che hai visto Pinocchio! (Quale?) Eh, infatti, nel momento... mentre ti facevo la domanda mi sono reso conto che c'è un errore di base. (Ce ne sono tanti!) In primis perché avrei dovuto di dire "Matteo, hai letto Pinocchio?"
25:52 Matteo:
Sì, tanto tanto tanto tempo fa.
25:55 Raffaele:
Ma io non sono sicuro di aver letto però la versione proprio quella di Carlo Collodi. P probabile che abbia letto... (Quelle per bambini.) delle versioni... sì, delle versioni rivisitate dalla Disney o da altri artisti per bambini, non lo so. Però sicuramente ho visto il cartone animato Disney, ricordo che ce l'hanno mostrato alle scuole elementari, e poi hanno fatto tanti film, ma con attori e registi molto importanti. Tu quale hai visto? Quale ti ricordi in particolare?
26:27 Matteo:
Allora, io ricordo molto quello con Nino Manfredi che faceva Geppetto.
26:39 Raffaele:
Questo devo essermelo perso.
26:42 Matteo:
È un vecchio Pinocchio in cui il gatto e la volpe erano nientepopodimeno che un duo comico molto famoso all'epoca. Che tu non ricorderai.
26:57 Raffaele:
No, io faccio un salto dal Pinocchio della Disney a Pinocchio di Benigni. E poi ultimo quello di Garrone penso, il regista.
27:09 Matteo:
Eh sì, io gli ultimi, questi ultimi due, devo essere sincero, non li ho visti. Il film è di Comencini, l'attore che faceva Pinocchio è Andrea Balestri, Geppetto Nino Manfredi. Poi c'erano il gatto e la volpe che erano Franco e Ciccio.
27:34 Raffaele:
Wow! Grandissimi comici siciliani storici!
27:38 Matteo:
E la fata era Gina Lollobrigida.
27:41 Raffaele:
Ah, questa è una versione storica proprio.
27:44 Matteo:
Con Vittorio De Sica che faceva il giudice. Sì, è proprio un...
27:48 Raffaele:
È proprio quella d'autore! E allora vi consiglio di vedere questa, che io non ho visto. Quindi magari me la vedo con voi. (Sì, guardatela.) Sto guardando su Wikipedia che praticamente ovviamente ogni anno, o quasi ogni anno, c'è una nuova versione cinematografica di Pinocchio. Io ti ho detto che l'ultimo è quello con il regista Matteo Garrone. E in realtà mi sono sbagliato, perché mi sono poi ricordato e ho visto che ne ho vista anche una successiva. E l'ho vista, così, in famiglia. Il primo Pinocchio, dopo quello animato, che ho visto con tutta la famiglia è stato l'ultimo, con Tom Hanks che fa Gepetto.
28:34 Matteo:
E anche questo me lo sono perso. Perché in realtà... a me piace Pinocchio, ma non mi attira, non so per quale motivo.
28:49 Raffaele:
Allora, nel frattempo ti dico che neanche questo di Tom Hanks è l'ultimo, perché sembra che ce ne sia un altro di Benicio del Toro con Ewan McGregor... Non smetteremo mai di contarli... Questo me lo sono perso. Però vedi, questa è la conferma che è una storia un po' senza tempo. Ed è anche un classicissimo. E non lo puoi reinventare più di tanto. E quindi visto uno, visti tutti, no?
29:17 Matteo:
Sì, sì. La curiosità può essere come viene interpretato uno dei personaggi.
29:25 Raffaele:
Sì, è infatti quella di Benigni, Benigni che poi è tornato nella versione di Garrone, è una delle versioni che si discosta di più dalla versione classica, perché Benigni ovviamente ci ha messo tanto della sua vena comica.
29:48 Matteo:
Immaginavo, immaginavo. Eh, dobbiamo aggiornarci e vedere tantissimi Pinocchio.
29:54 Raffaele:
Ce ne abbiamo uno per ogni giorno della settimana. (Perfetto!) Ma purtroppo non abbiamo tempo di vederli, perché dobbiamo andare a fare le valigie! Quindi Matteo, io direi salutiamoci qui con i nostri ascoltatori. La prossima volta che ci ascolteranno, ci ascolteranno dalla capitale della Grecia! (Ciao!) Αντίο!