206: Buon cammino!

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Sicuramente il cammino di Checco Zalone è ottimo, un po' meno quello dell'università italiana.

Oggi partiamo dalla facoltà di medicina. Hanno finalmente fatto qualche modifica al "numero chiuso", ma a quanto pare hanno fatto male i conti.
E poi cinema e musica per alleggerirci un po'.

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Vocabolario

Note dell'episodio

6 Mistakes to Avoid When Introducing Yourself in Italian - https://www.youtube.com/watch?v=KU8jUeH0KaE

Torniamo a scuola, anzi all'unversità!
Ma che confusione nelle uninveristà italiane, questa volta tutti gli occhi sono puntati sulla facoltà di medicina.
Fino all'anno scorso la facoltà era a numero chiuso, ovvero non potevano entrare tutti, ma c'era un esamo da fare prima di entrare ed entravano tutti quelli che superavano l'esame. Ma ora hanno cambiato le cose, o almeno, forse, è tutto un po' complicato, cosa sta succedento?

Per alleggerire un po' le cose andiamo al cinema!
Per alleggerire ancora di più andiamo a vedere l'ultimo film di Checco Zalone, che a quando pare è il film che ha fatto il record di incassi in Italia! Ma chi è Checco Zalone?

https://it.wikipedia.org/wiki/Checco_Zalone

Ne parliamo con Matteo e Raffaele, hanno visto i suoi film? Come sono?

Concludiamo con la musica, maestro! Scusate, non riesco a contenermi nemmeno qui.
Dicevamo, musica, con Raffaele parliamo di musica, di quella suonata da noi, amatorialmente, ma con tanta piacere e passione.
E voi suonate uno strumento o vorreste suonarne uno?
Raffaele ha iniziato una nuova avventura con il pianoforte!

Trascrizione

0:23 Raffaele:
Passata la tristezza, Matteo?
0:25 Matteo:
È passata la tristezza, perché?
0:28 Raffaele:
Abbiamo passato il Blue Monday, questo, insomma, è il periodo più complicato dell'anno sotto questo punto di vista e il meteo non aiuta. Non so se ha visto anche le immagini al telegiornale dell'Italia, soprattutto la Sicilia, completamente sotto l'acqua. Da sopra, ovvero il cielo, la pioggia, ma anche da sotto, ovvero il mare. Ci sono state diverse mareggiate in Sicilia, quindi un pensiero alla Sicilia e i danni che ha subito. È proprio brutto tempo, piove da diversi giorni qui a Napoli.
1:01 Matteo:
Sì, confermo, diciamo che oggi c'è il sole, cioè, ora qui c'è il sole e oggi più o meno sarà sereno. Ma si prospetta un fine gennaio / inizio febbraio grigissimo, ma come d'altronde... non so ormai... Napoli non ricordo. Ma qui a Milano, febbraio penso sia il mese più brutto dell'anno.
1:30 Raffaele:
Eh. Lasciamo perdere. Con questo tempo l'idea migliore è quella di chiudersi in casa e mettersi a studiare.
1:43 Matteo:
E chi studia?
1:44 Raffaele:
Chi studia? Gli studenti? In realtà gli esami non finiscono mai, questa è una delle frasi che si sentono più spesso in Italia, ma in questo caso particolare parliamo degli studenti. Degli studenti universitari, degli studenti di medicina. Forse medicina.
2:03 Matteo:
Forse medicina. Iniziamo già particolare: in che senso "forse medicina"?
2:08 Raffaele:
Perché medicina è una facoltà molto particolare in Italia: è la più ambita e fino all'anno scorso era a numero chiuso. Cosa vuol dire numero chiuso?
2:22 Matteo:
Numero chiuso vuol dire che se non hai il numero esatto non ti fanno entrare, giusto? Non è così.
2:28 Raffaele:
Vuol dire che [c'è] un numero limitato di posti. Loro dicono "più di 15.000 in Italia non possiamo averne". Quindi prima funzionava che all'inizio di settembre, immagina tu fai l'esame di maturità a giugno-luglio, se tu vuoi iscrivere a medicina a settembre passi l'estate, passavi l'estate a studiare per il test d'ingresso a medicina. E si faceva una graduatoria in tutta Italia, soltanto i migliori, non so 15 mila posti? Soltanto i migliori 15 mila di questo test d'ingresso entravano effettivamente a medicina. Per questo dico "forse medicina". Ma "forse medicina" vale ancora oggi: è stato abolito questo test d'ingresso.
3:17 Matteo:
Quindi tutti possono studiare medicina.
3:21 Raffaele:
E gli piacerebbe... Purtroppo non è così.
3:25 Matteo:
Siamo sempre in Italia.
3:26 Raffaele:
Allora cosa è successo negli ultimi anni? Negli ultimi anni c'è stata tra l'altro anche la pandemia e c'è stato una sorta di... ovviamente un'emergenza, si è scoperto all'improvviso che in Italia non abbiamo abbastanza medici, chirurghi e anche infermieri. Tutto il settore sanitario è sotto personale, ok? Quindi si è deciso di abolire il numero chiuso, ma introdurre una nuova limitazione. Perché aperto a tutti sarebbe un po' troppo: considera che sono circa 60-70 mila ogni anno le persone che vogliono fare medicina. Questa nuova limitazione è molto particolare perché si chiama "semestre filtro". Cos'è? Innanzitutto non è un semestre, non sono sei mesi, ma sono soltanto quattro.
4:18 Matteo:
Ok, quindi già non si capisce perché lo chiamano semestre a questo punto, confondiamo tutti. Già tipo prendi chi sta imparando l'italiano e vuole fare medicina e vive qua. E dice "ok, facciamo un semestre filtro", si prepara per sei mesi, poi al quarto finisce.
4:34 Raffaele:
Esatto. Tecnicamente sarebbe un quadrimestre. Questi sono termini che tornano utili soltanto a scuola. Quadrimestre vuol dire un periodo di quattro mesi. Semestre vuol dire un periodo di sei mesi. Cosa succede? In questo semestre filtro tu ti puoi iscrivere a medicina liberamente, però a condizione che in questo semestre farai i tre esami fondamentali: biologia, chimica e fisica. E soltanto chi ha superato tutti e tre gli esami alla fine del semestre sarà ufficialmente iscritto a medicina. Tutti gli altri a casa, non potete continuare a fare medicina. (Ok.) Io già vedo un grosso problema qui.
5:24 Matteo:
Allora... Io sono... qui lo sai che secondo me non la pensiamo proprio allo stesso modo. Cioè nel senso che per me funziona tutto, nel momento in cui, se ci sono degli esami e non li superi, non li hai superati. E non dovrebbe esserci una seconda possibilità.
5:45 Raffaele:
Così netto sei?
5:47 Matteo:
Io sono per questo sistema, preferisco quello UK. Nel senso che questo è. Tu hai la possibilità di studiare, studi, e preferisco quello italiano perché non paghi o comunque paghi molto meno. Però visto che ti diamo questa possibilità, non è giusto darti infinite possibilità, perché ci sono tante altre persone che vogliono studiare. E quindi fai l'esame, come va, va. Non ci sono "posso rifarlo tra sei mesi" e di nuovo e di nuovo e di nuovo e di nuovo finché non lo superi.
6:31 Raffaele:
Sono tendenzialmente d'accordo con te. C'è però un problema di base, che è un passo indietro rispetto al numero chiuso di prima. Prima tu, se non passavi il test d'ingresso, avevi comunque dei piani B, quindi non entravi a medicina, ti iscrivevi ad un corso, ad una facoltà affine, che vuol dire simile, che era a numero aperto, tipo scienze biotecnologiche, va', per dirne una. E quindi tu prendevi un altro cammino, non avevi perso un anno di scuola, un anno di studio. In questo caso con il semestre, che in realtà è quadrimestre, se tu non superi anche solo uno di questi tre esami, anche solo per un punto, tu sei fuori. E vuol dire che non ti puoi iscrivere all'università se non fino all'anno prossimo. Quindi tu di fatto sei bocciato e devi aspettare un anno della tua vita per prendere una nuova decisione. L'anno prossimo sarai da capo: iscriversi di nuovo a medicina per fare un altro semestre filtro, oppure iscriversi direttamente ad un'altra università con numeri aperti? Quindi qua già secondo me c'è un problema.
7:50 Matteo:
Sì, in effetti non ha granché senso.
7:53 Raffaele:
Il problema più grande però sta più avanti, ovvero come è andata? Adesso insomma siamo a fine semestre, come è andata a finire? È andata a finire che si sono iscritti circa 65.000 studenti a questo semestre filtro di medicina e il problema è che soltanto una piccolissima percentuale ha superato tutti e tre gli esami: circa 5.000 studenti e i posti disponibili erano circa 17.000.
8:24 Matteo:
E vabbè però questi si sono messi a studiare, si sono iscritti per fare medicina o per fare... Insomma, non fatemi essere cattivo.
8:37 Raffaele:
Eh, ma tu non lo sai quanto hanno studiato. Noi sappiamo soltanto che una percentuale bassissima, meno del 10%, ha superato tutti e tre gli esami. E adesso o l'esame è stato molto difficile, o gli studenti sono stati molto, come dire, impreparati a questi esami. Ma indipendentemente da questo, abbiamo un problema: che noi volevamo aumentare i numeri di dottori in Italia e adesso ci troviamo col problema opposto. Abbiamo troppi pochi studenti di medicina: 5.000 invece di 17.000 che volevamo, come si risolve questa situazione?
9:11 Matteo:
Si licenzia il ministro dell'istruzione.
9:14 Raffaele:
Sarebbe un'ottima idea, anche alla luce della soluzione che poi è stata proposta. E ci sono state tante proteste, tanti hanno detto "troppo difficile questo esame" "sbagliata l'idea del semestre filtro" per i motivi che ti dicevo prima. La soluzione che hanno proposto è "ok, allora, facciamo finta che non abbiamo mai detto che dovevi passare tutti e tre gli esami. Quanti ne hanno passati due su tre? Circa 10.000."
9:47 Matteo:
Quindi aggiungiamo questi 10.000?
9:50 Raffaele:
"Siamo ancora troppo bassi." (Mannaggia.) "Quanti ne hanno passati almeno uno su tre? 22.000. Ok, allora facciamo così: facciamo che basta averne passato solo uno su tre per essere promossi". (Che schifo.) Cioè hanno riscritto le regole in base ai risultati. Adesso ti basta averne passato soltanto uno su tre per continuare il tuo anno a medicina. Capisci che hanno riscritto le regole a partita finita: è come [se tu facessi] una partita di calcio, finisce la partita e poi dic[ono] "No, però i gol da fuori area valgono il doppio". Ma non puoi deciderlo a partita finita. Hai giocato secondo alcune regole, non puoi cambiare le regole dopo gli esami. E questo cosa vuol dire in pratica? Che adesso tutti quelli esclusi, circa 40.000 studenti, hanno tutto il diritto di fare ricorso ai tribunali e dire "no, ma le regole non erano queste. O passano tutti adesso, o passano solo i 4.000. Non potete cambiare le regole ad esami finiti. Perché se io avessi saputo che bastava passare un esame, magari mi sarei concentrato su quello e l'avrei passato."
11:03 Matteo:
Vabbè, come al solito l'università italiana poi fa parlare di come sempre solo una barzelletta sa fare.
11:14 Raffaele:
Purtroppo, purtroppo è così anche abbiamo avuto dei problemi con la gestione della cultura. A partire dai ministri della cultura che non hanno la laurea. Nulla contro i non laureati, no? Ovviamente tutto dovrebbe essere inclusivo e aperto a chiunque, però insomma le figure più alte a livello istituzionale dello stato dovrebbero anche avere le qualifiche più alte disponibili. (Eh sì.) E adesso insomma il risultato è quello che il rischio è quello di una paralisi. Perché si è andati avanti così, ma con la spada di Damocle, si dice, che è una cosa che può succedere prima o poi. Di un eventuale ricorso ai tribunali e un anno di studenti di medicina che non sapranno per un po' se possono continuare a studiare o se devono tornare indietro al Via come al Monopoly: è una storiaccia come nei peggiori film.
12:23 Matteo:
Beh, cambiamo un po' tono e cerchiamo di rallegrarci un po'. Proviamoci per lo meno.
12:31 Raffaele:
Matteo, tu vai spesso al cinema?
12:34 Matteo:
Eh no. Dovrei, vorrei. In una vita idilliaca, vorrei andare al cinema una volta a settimana, ma ci vado forse una volta all'anno.
12:48 Raffaele:
La mia situazione non è troppo diversa, forse vado un paio di volte all'anno, per lo più per portare insomma i bimbi. Però la tua media di una volta a settimana era esattamente la mia media, come dire, da fidanzato. I primi anni, all'università o subito dopo l'università, prima di sposarci, andavamo... avevamo l'abitudine di andare più o meno una volta a settimana al cinema a vedere il film più bello disponibile.
13:22 Matteo:
Bene.
13:23 Raffaele:
Poi le cose cambiano e devo dire la verità anche i prezzi dei biglietti del cinema sono cambiati. La notizia di questo mese è che in Italia, ancora al cinema, c'è il film campione di incassi di tutti i tempi. Ne hai sentito parlare? Sai di chi stiamo parlando e come si chiama il film?
13:47 Matteo:
No, cioè nel senso, non sono informato su questo, mi verrebbe da pensare a qualche film hollywoodiano.
13:58 Raffaele:
E invece ti sbagli, è un film tutto italiano, parliamo di un comico italiano: Checco Zalone. Adesso vi diciamo chi è questo personaggio. Il film si chiama Buen Camino, titolo spagnolo, raccontiamo pure questo, che ha superato i 70 milioni di euro di incasso. Record assoluto nella storia dei cinema in Italia. Ha scalzato, ha preso il posto, di Avatar del 2009 che si era fermato a soltanto, soltanto tra virgolette, 68 milioni.
14:39 Matteo:
Ma questa è una cosa molto interessante per tanti motivi. Uno, il primo su tutti, è che almeno questo fa piacere: gli italiani la prendono sul ridere genericamente. Nel senso che invece che guerra, film, così, violenza, cose, in Italia si ride con piacere.
15:03 Raffaele:
Questa è una cosa buona. Meno buona è il fatto che io mi sono poi andato a vedere la top ten dei film che hanno incassato di più nella storia del cinema italiano. E ho visto che dei dieci film, cinque sono tutti di Checco Zalone....
15:21 Matteo:
Ma questo Checco Zalone, ma chi è questo Checco Zalone che riesce a fare tutto ciò?
15:25 Raffaele:
Ha fatto soldi a palate con i film e tutti gli italiani a questo punto li vanno a vedere e sono contenti di spendere un sacco di soldi. Prima di approfondire chi è, ti dico che la top ten è fatta da cinque film di Checco Zalone e gli altri film sono grandi, ecco, i film della Disney: Avatar 1, Avatar 2, Inside Out 2, Il Re Leone film del 2019. E poi c'è, resiste, insomma, granitico, Titanic del 1997. (Fantastico.) Che ci fanno i film di Checco Zalone qui in mezzo? 5 su 10.
16:09 Matteo:
Com'è possibile? Si vede che Checco Zalone riesce a parlare a tutti, tutti, tutti, tutti gli italiani proprio.
16:16 Raffaele:
A questo punto bisogna dire chi è. Comico italiano, Checco Zalone in realtà è il suo nome d'arte. E che cosa vuol dire? Perché ha un significato. È una frase, due parole. Che cozzalone. Cozzalone è dialettale pugliese, perché Checco Zalone è pugliese, di Bari. Che cozzalone vuol dire che cafone, che tamarro. Quindi lui fa questo gioco di parole con Checco, che come nome è il diminutivo di Francesco. Lui in realtà è, tornando alle lauree, laureato in giurisprudenza, che assieme a medicina è una delle lauree più complicate. Ed è anche un bravissimo musicista: scrive le sue canzoni, suona benissimo il pianoforte, la chitarra. Quindi parliamo non dell'ultimo stupido. Ed è diventato famoso in Italia come comico a Zelig che è stata, adesso ha compiuto 30 anni, la trasmissione che ha lanciato la maggior parte dei comici italiani negli ultimi 30 anni. Prende il nome dal locale a Milano in cui i migliori comici della storia italiana sono cresciuti. Famoso come comico, ha cominciato a fare i film e i film hanno cominciato ad avere successo, fino insomma alla classifica di cui abbiamo parlato. Tu conosci Checco Zalone, ti piace?
17:41 Matteo:
Allora, io conosco Checco Zalone, sì, ovviamente, perché è un nome super conosciuto e che gira tantissimo. E oltretutto quando noi eravamo più giovani, quindi più a casa, più davanti alla televisione, che seguivamo più la televisione perché c'era meno internet, era il periodo del suo exploit, della sua nascita e del suo arrivo in tutte le case degli italiani. Quindi lo abbiamo visto crescere da un certo punto di vista. E mi faceva divertire. Devo dirti la vera verità totale: io non ho mai visto un film di Checco Zalone, perché non mi ha mai ispirato, nel senso che spesso ho visto dei suoi sketch, le sue opere comiche. Ma un film comico tendenzialmente, ci penso, e un po' m'annoio. E quindi in realtà non lo vedo, non perché è suo, ma genericamente non vedrei un film semplicemente comico. Forse gli unici e ultimi film comici che ho visto, però comunque c'era una mezza storia, erano quelli di Aldo Giovanni e Giacomo. Stiamo parlando comunque dei primi 2000.
19:21 Raffaele:
Io invece ti sorprenderò e ti dirò che li ho visti tutti, tranne l'ultimo che è ancora al cinema.
19:28 Matteo:
Cavolo, io volevo sapere com'era questo... però me lo saprei dire più o meno.
19:34 Raffaele:
Non so dirti adesso Buen Camino com'è. Perché il titolo è spagnolo? Perché parla di un'esperienza nel Camino di Santiago, il pellegrinaggio verso Santiago di Compostela. E, vabbè, non sto neanche qui a dirti la trama, però mi riallaccio a quello che hai detto tu. A me Checco Zalone fa morire dal ridere quando fa gli sketch a teatro, in televisione, gli sketch a Zelig in cui riscrive le canzoni famose con dei testi improbabili. Il suo spettacolo teatrale che poi ha girato il mondo, adesso anche sulle piattaforme di streaming, è divertentissimo. I film, devo dire la verità, è il classico esempio in cui ci sono delle battute che fanno ridere, ma in linea generale i film sono un po' debolucci come trama. Per questo non mi spiego i numeri degli incassi. Però effettivamente sono spiegati dal fatto che piace un po' a tutti, piace alla pancia del paese, come si dice sui giornali. Perché nonostante lui sia colto, quindi ha studiato giurisprudenza, ha studiato musica, fa la parte dello stupido, dello stupido, del sempliciotto, dell'ignorante. E quindi riesce a parlare sia all'intellettuale, con il suo sarcasmo, sia all'ignorantone, per dirla tutta. Cosa ci dice dell'Italia il fatto che 5 su 10 in questa top 10 degli incassi maggiori sono di Checco Zalone? Che lui è bravo o che all'Italia piace insomma il contenuto leggero?
21:24 Matteo:
Eh, un po' tutte e due le cose. Cioè nel senso, lui sicuramente è bravo, nel senso che è un bravissimo comunicatore evidentemente, scrive bene. E probabilmente, visto la sua continuità nell'essere sempre al centro, nel top dei più visti in Italia, è anche bravo a scegliere le persone con cui lavora evidentemente. Perché insomma, sì, va bene quello che scrive è lui, ma sicuramente c'è bisogno di tante altre persone a fianco. Ed evidentemente le sceglie bene. Come dicevo prima, tutti vogliono ridere. Da un certo punto di vista mi fa piacere perché sotto un'unica persona e quindi un concetto e quindi probabilmente una serie di concetti, vengono... si ritrovano tantissime persone che non hanno tanto in comune. Per forza, perché sono troppi, non ci credo che sono tutte le persone che la pensano tutte nella stessa maniera.
22:35 Raffaele:
No, ma la bravura del personaggio, la bravura di Checco Zalone è proprio quella di essere riuscito a mettere [su]llo schermo l'italiano medio, con tutti i suoi vizi. O per certi versi il peggio dell'italiano medio. E quindi il pubblico in parte si rivede in lui. Ma lui è politicamente scorretto. E quindi le persone che invece nella vita quotidiana sono politicamente corrette, vedono in lui qualcuno che invece riesce a dare sfogo a questa scorrettezza. E spesso il pubblico ride con lui, ma ride anche di lui, ride del suo personaggio. E in questo lui si inserisce in un filone che parte da secoli indietro, commedia dell'arte. Passa per la commedia all'italiana, non so, Alberto Sordi. E come ultima tappa prima di poi arrivare a Checco Zalone, passa per esempio per Fantozzi. Paolo Villaggio, che ha creato il personaggio di Fantozzi. Ne abbiamo parlato nel nostro podcast in passato, che è il ragioniere sfigato, ignorante e sempre sfortunato. Diciamo che Checco Zalone si inserisce idealmente nel proseguimento di questo filone. In questo lui è stato bravissimo, e come vedi è molto meno leggero di quello che può sembrare come discorso. Cioè è una foto dell'Italia degli anni 2000.
24:15 Matteo:
Sì, è una foto che è interessante, perché poi a questo punto si aprono anche tante diverse letture alle cose che lui scrive e che fa. (E che suona.) E che suona.
24:32 Matteo:
(Musica) Maestro.
24:34 Raffaele:
Come al solito. È bravino, eh? Checco Zalone. Al pianoforte, alla chitarra, scrive le sue canzoni. Canzoni che poi mette nei film.
24:46 Matteo:
Bravo, bravo, bravo, molto. È un bravissimo pianista jazz, oltretutto.
24:51 Raffaele:
Mi piacerebbe un giorno essere bravo, tra gli altri, come Checco Zalone al pianoforte.
24:58 Matteo:
Ah quindi hai iniziato? Ti piacerebbe? Perché quello che noi sappiamo tutti quanti è che tu suoni la chitarra.
25:11 Raffaele:
Giusto, ho iniziato anche con il pianoforte, o per essere più preciso dovrei dire la tastiera. Se non ricordo male tu invece suoni già la tastiera o il pianoforte?
25:26 Matteo:
Io, grazie ad un amico che qualche anno fa è stato ospite da noi per qualche tempo, che suonava il pianoforte e che decise di acquistare un pianoforte e lasciarlo qui, perché poi spesso veniva, viene ancora ogni tanto e si ferma a Milano, ho un pianoforte elettronico. Quindi praticamente è una tastiera di un pianoforte, come sono le tastiere del pianoforte, pesata, quindi che ha lo stesso effetto del pianoforte. Però elettronico, quindi il suono non viene dalle corde ma viene dai microchip che ci sono dentro. E ne ho approfittato e quindi ho iniziato a studiarlo un poco. (Da autodidatta.) Da autodidatta, sì. E suono un poco, ho iniziato primaguardando su internet le varie... esercizi, cose che potevo fare. Poi a un certo punto ho deciso di lanciarmi nella parte più difficile possibile, ovvero ho preso uno spartito serio e ho detto "adesso mi metto, lo studio e lo suono". Sono ancora a pagina 2, però è soddisfacente, è soddisfacente.
26:58 Raffaele:
Guarda, ci sono... Io invece, per dirla tutta, ho cominciato proprio dalle basi, basi, basi. Innanzitutto come strumento ho preso la tastiera, una tastiera della Yamaha, ma la più economica sul mercato. Quindi innanzitutto non è 88 tasti ma se non sbaglio sono 61. E i tasti non sono pesati, questa è la differenza fondamentale tra una tastiera e il pianoforte. Poi ci sono tastiere come quella che hai tu, che invece sono molto simili al pianoforte. E anche come cose che suono, sono partito proprio dalle basi, dalle melodie con un dito, agli accordi per fare insomma le canzoni pop rock eccetera. Però ho notato tantissime similitudini con l'apprendimento delle lingue, per certi versi è come imparare una nuova lingua. E secondo me... non so quanto consiglierei a uno studente di pianoforte di iniziare dai pezzi di musica classica e da leggere lo spartito.
28:05 Matteo:
Eh, interessante, secondo me dipende sempre da cosa vuoi fare. Sto cercando di pensare a una cosa che possa essere un equivalente tra l'apprendere una lingua e la musica. Però ho bisogno di tempo, che ne dici se facciamo... mentre prendo questo tempo per pensare a un buon esempio, ci spostiamo nell'altra sala?
28:35 Raffaele:
Mi sembra un'ottima idea, quindi ci spostiamo tutti nella sala dell'aftershow. Ricordate che per accedere a questo contenuto dovete essere sostenitori del progetto di Easy Italian. Soltanto così riceverete come bonus l'aftershow, la trascrizione integrale dell'episodio, la traduzione multilingue e il Vocab Helper che mostra a schermo fino a 10 tra le parole più difficili o più importanti del nostro podcast minuto per minuto. Andiamo a suonare? (Andiamo!) Ciao a tutti! (Ciao!)