243: Il cambio di stagione: sei mesi di vestiti in scatola
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Succede intorno a ottobre, e in casa non lo decide nessuno: lo decide una settimana di pioggia. A un certo punto si apre un armadio, si guardano le camicie leggere e si capisce che non si rivedranno per sei mesi...
Oggi: un ascoltatore cubano che vive a Londra, il mojito originale, perché centomila giovani lasciano l'Italia ogni anno e il rito italiano di ottobre: svuotare l'armadio e chiudere l'estate in una scatola. Voi lo fate il cambio di stagione? Pronti? Mettetevi comodi.
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Vocabolario
Note dell'episodio
Un ascoltatore cubano che vive a Londra manda due messaggi vocali e si porta via mezza puntata: una correzione sul mojito, e un paese di diecimila abitanti in Valtellina dove Raffaele dice che andrà in pensione. C'è anche L'Avana senza luce, tredici anni fa. E c'è l'armadio: a ottobre, in Italia, i vestiti dell'estate spariscono dentro una scatola per sei mesi. Matteo dice che lui il cambio di stagione non lo fa. Raffaele non ci crede.
Nell'aftershow i due continuano: perché si va via dall'Italia, e chi ha ragione sull'armadio.
Parole della settimana
Che cos'è il cambio di stagione? Non è la stagione che cambia: è l'armadio. Intorno a ottobre e intorno a marzo, in Italia si tolgono i vestiti che non servono più e si chiudono da qualche parte per almeno sei mesi, e si tirano fuori gli altri. Bisogna selezionare, lavare, impacchettare: Raffaele lo chiama un lavoraccio. The seasonal wardrobe swap — putting away half your clothes for six months.
Che cos'è un circoletto? Non è un club per signori ricchi, spiega Raffaele: è il posto del paese o del quartiere dove i pensionati vanno a giocare a carte, a parlare di calcio o di politica, e a non restare da soli. Nei paesi molto piccoli, aggiunge Matteo, il circoletto è semplicemente il bar della piazza. A small neighbourhood club where people go so as not to be alone.
Chi siamo
Easy Italian Podcast è il podcast di Matteo e Raffaele per chi impara l'italiano: conversazioni vere, in italiano naturale, su vita quotidiana, storie e curiosità dall'Italia. Una puntata a settimana, livello intermedio: B1 con la trascrizione, B2 senza. Con l'abbonamento: trascrizione interattiva, Vocab Helper e traduzione. easyitalian.fm
Trascrizione
Buongiorno Matteo, come va?
Bene, bene. Ci si sente un po' soli dopo la puntata con gli ospiti, è sempre un po' tutto vuoto.
Hai ragione, siamo solo in due, ma promettiamo di portarvi altri ospiti presto. Io non solo mi sento più largo come spazio, ma sento anche più freddo.
Eh, quello è perché qua ormai è arrivata la temperatura autunnale.
Per farla breve, negli ultimi tre giorni a Napoli ha piovuto l'acqua degli ultimi sei mesi. Sento il bisogno di evadere e tornare a temperature caraibiche.
Iniziamo con domande che arrivano proprio da situazioni molto più piacevoli, per quanto riguarda la temperatura.
Voi non potete vedermi, ma io ho un sorriso a 64 denti, perché sono contentissimo quando riceviamo le vostre domande.
Buongiorno Raffaele, buongiorno Matteo, io sono Davide, sono un cubano che adesso vive a Londra, e un po' di italiano lo parlo perché mio padre era italiano e per fortuna mi ha sempre parlato in italiano da quando ero piccolo. Mi ha fatto molto piacere oggi sentirvi parlare della Valtellina e della provincia di Sondrio, più che altro perché mio padre era di Roma, quindi noi andavamo di solito in vacanza a Roma, però ha dei amici in un paesino della provincia di Sondrio, che si chiama Morbegno e siamo andati 3-4 volte negli ultimi 15 anni: molto carino, una zona molto bella, molto carina, bellissimi paesini, la natura splendida, di montagna, ai piedi... non lontano da altre destinazioni turistiche. E si mangia benissimo, quindi niente, questo, rinforza l'importanza di parlare in questi podcast di destinazioni che non sono proprio 100% turistiche. Grazie di nuovo e arrivederci.
Fantastico, fantastico anche come si riusciva a correggere. Ha un italiano praticamente madrelingua, Davide.
Eh sì, eh sì, tra l'altro italiano-cubano che vive a Londra.
Sembra quasi una barzelletta.
No, invece è molto comune sia per i cubani che per gli italiani vivere fuori dai loro paesi. E Morbegno, sono andato a vedere, è molto carina: 10.000 abitanti. Io penso sempre più spesso che sia uno di questi posti dove passerò la mia pensione.
C'è solo un problema: io ti avevo detto temperature caraibiche e Davide però sta a Londra e poi ci ha parlato di Morbegno. Non è esattamente i Caraibi...
Sì, ma comunque ha portato il suo calore e poi non è finito, perché c'è un altro messaggio.
Ciao Raffaele, ciao Matteo, sono di nuovo Davide. Adesso che ho imparato a mandare i messaggi vocali, allora manderò messaggi più spesso. Avete parlato del mento e della menta e quando avete parlato della menta che si usa nei cocktail come il mojito, avete detto che ovviamente si usa molto nel mojito. Da cubano che sono, perché io sono [di] Cuba, sono cubano, mio padre era italiano... la menta si usa moltissimo nel mojito. Comunque nel cocktail originale, quello inventato, creato a Cuba negli anni '40-'50, quello che beveva Hemingway, si usa un'altra erba, che esiste solo a Cuba, o nei Caraibi credo, che si chiama "Yerba Buena"... la traduzione sarebbe "buona erba". Comunque il sapore, l'aroma è molto simile alla menta, ma in teoria il mojito quello cubano usa yerba buena, non menta. Grazie di nuovo, bel podcast.
Grazie, grazie Davide. Grazie anche per la precisazione. Matteo, tu lo sapevi?
Sì, nel senso che è una cosa che ovviamente se viene ricordata da qualcuno dici "ah è vero". Però per motivi ovvi tra cui, non esiste in Italia la yerba buena, te ne dimentichi.
Certo, infatti poi si crea anche confusione per il fatto che anche la yerba buena, che in italiano sarebbe l'erba buona, ma in realtà il nome resta quello, è solo caraibica. E quindi come dici tu non c'è in Italia, ma il nome scientifico è comunque menta, mentha nemorosa. E quindi in Italia non solo è molto difficile da trovare, ma se la trovi, spesso è in un'unica categoria che si chiama menta. E include anche la menta, quella che si chiama menta piperita, che è la più comune.
Che è quella che sembra più tipo caramella.
Sì, balsamica un po', no? E poi ci sarebbe anche un'altra menta comune in Italia che si chiama menta romana o mentuccia. Alcuni la chiamano, mentuccia romana. Però fanno parte della stessa famiglia e siccome è molto difficile trovare la yerba buena in Italia, da noi si chiama semplicemente menta.
In realtà ci sono varie tipologie, però culturalmente non facciamo tanta differenza. Per noi menta è menta, probabilmente non sappiamo, cioè io sicuramente non so distinguere la mentuccia per esempio dalla menta piperita. Cioè per me sarebbe menta, una un po' più menta e una un po' meno menta.
Eh no, no, purtroppo no, mi mancano tantissimi posti nel mondo, ma soprattutto tutti i due continenti occidentali, mi mancano.
Cioè intendi America del Nord?
Esatto. Le Americhe mi mancano.
Io invece ci sono stato, ma prima di raccontarti brevemente, ti dico che Cuba è stata sui giornali, come dire, se ne è parlato in Italia, perché recentemente un ex politico e opinionista TV e social oggi, Alessandro Di Battista, stava girando un reportage proprio a Cuba per parlare della purtroppo difficile situazione nell'isola ultimamente, negli ultimi anni. E durante le riprese di questo reportage si è sentito male, l'hanno portato in ospedale, tra l'altro in condizioni... senza corrente, senza acqua, quindi davvero al limite, e lo hanno salvato. Tecnicamente ha avuto un edema cerebrale, quindi versamento di sangue al cervello. Ed è stato operato ben due volte a Cuba, prima a Santa Clara e poi a L'Avana, prima di poter fare poi rientro in Italia dove proseguirà con riabilitazione, recupero e quant'altro.
Beh, non facile. Questo conferma una cosa che, non so se è una cosa che ho sentito solo io, o è una cosa che si dice... Ma si dice sempre che i medici cubani e tutto l'apparato sanitario, come conoscenza e bravura, è eccezionale a Cuba.
Assolutamente. Si dice che i medici cubani siano tra i migliori al mondo ed effettivamente hanno salvato la vita di questo ragazzo.
Con gli strumenti che avevano.
E questo ci riporta, insomma, alla mia esperienza a Cuba. Io ci sono stato, credo, 13 anni fa o qualcosa del genere. Uno dei primi ricordi che ho di Cuba è che arrivati a L'Avana mancava la corrente. E quindi l'autobus ci portava in questa L'Avana spettrale senza luci, alla ricerca del nostro albergo in centro, a conferma del fatto che già all'epoca la situazione era quella che era. Adesso purtroppo mi dicono essere peggiorata, ma ho dei ricordi bellissimi anche dei bar che abbiamo menzionato.
Esatto, dove fanno il mojito. In particolare a Cuba, a L'Avana, ce ne sono due. E sono la Bodeguita del Medio, che è il più famoso, ma ce n'è anche un altro che si chiama il Floridita, che era proprio a due passi da dove avevamo noi l'albergo. E uno è più famoso per il mojito e l'altro più famoso per il daiquiri, o daiquiri, adesso non so bene come si pronunci.
Mi hai fatto venire voglia di mojito, ma no, perché è presto, è mattina. Pensiamo ad altro, pensiamo al fatto che tu da Cuba sei tornato, ma altri ci sono rimasti. [La vita in Italia] O non in Italia?
Chi c'è rimasto? Un sacco di persone. Per esempio il padre di Davide. (È vero.) Che ha deciso di emigrare come tante persone, ma ci sono tante... Continuano ad esserci tanti che si spostano dall'Italia. Ma c'è qualcuno che viene in Italia?
Eh, Pelin, per esempio, settimana scorsa abbiamo parlato con lei, ci ha detto perché è venuta a vivere in Italia.
Perché in effetti ci sono alcune persone, ragazzi, che decidono di spostarsi in Italia per studiare o addirittura che vengono a lavorare in Italia. Non sono tanti, non sono tanti come in altri paesi europei che hanno più, come dire, sono più interessanti per i giovani studenti, però ce ne sono. Ma a questo punto mi verrebbe: perché rimanere in Italia o venire in Italia? Proviamo a fare un mini... (O perché andare via?) Eh sì, perché andare via, possiamo stare qui a parlare per ore, penso.
Io penso che sono insomma due specchi, sono due facce della stessa medaglia. In realtà non è un'emergenza in Italia, ma poco ci manca. Alcuni parlano di fuga di cervelli. (Ormai da tanto.) Sì, da tanto, sì. E si calcola che ogni anno circa 100.000 ragazzi lascino l'Italia, under 35, per andare a vivere all'estero. Solo una parte viene rimpiazzata da ragazzi, come dire, stranieri che vengono a vivere in Italia. "Perché rimanere?" è molto facile. Tra l'altro parli con uno che ha passato tre mesi in Inghilterra e poi subito se ne è tornato, dopo la laurea.
Perché rimanere allora? Ci piace questa cosa?
Il fattore numero uno in assoluto per cui rimanere in Italia è la famiglia, gli affetti. Siamo molto legati a questi valori familiari e quando andiamo in ambienti in cui la famiglia non è il centro dell'universo, ne sentiamo assolutamente subito la mancanza, sentiamo la differenza e di conseguenza la mancanza. Un altro fattore è sicuramente il clima. A noi adesso ci piace lamentarci quando fa caldo e lamentarci quando piove, ma il clima mediterraneo è uno dei più miti al mondo. E quindi è anche uno dei più equilibrati. Difficilmente trovi posti che abbiano un clima più favorevole. No?
Giusto. Diciamo che oltretutto abbiamo anche, non solo un clima fantastico, ma puoi scegliere se ne vuoi uno un po' più verso il caldo, un po' più verso il fresco, vuoi la montagna, vuoi il mare, vuoi il lago: c'è tutto.
Certo, c'è vasta scelta. Il cibo è una conseguenza del discorso familiare, no? Lontano da casa, lontano dalla famiglia, non hai nessuno che ti cucini la pasta. Quella te la puoi cucinare anche da solo a casa, però si perdono un po' tutte le abitudini quotidiane legate al cibo. E poi forse non riguarda noi, che insomma con le lingue ce la caviamo, ma il fatto che l'italiano è una lingua parlata praticamente solo in Italia è un ostacolo a chi vuole andare a vivere all'estero, no?
Sì, sì, sì, è anche un ostacolo per chi vuole venire. Ma lo è?
In realtà non tanto, però non so, facevo il paragone con chi è del Sud America e va a vivere in Spagna. La barriera linguistica non è un problema, vale per anche altre nazioni. Chi viene da un paese francofono fuori dalla Francia e va a vivere in Francia, ha un vantaggio in più, perché non devi imparare anche la lingua. Per gli italiani, l'italiano è spendibile quasi esclusivamente in Italia, Città del Vaticano, Svizzera, San Marino, ma insomma siamo in Italia o vicino all'Italia. E quindi questo potrebbe essere un motivo in più per rimanere, per gli italiani.
Sì come invece possiamo attrarre? Perché venire? Per lo stesso motivo? Per gli stessi motivi?
Per gli stessi motivi. Anche per il fatto che comunque il costo della vita, è diverso da regione a regione, ma mediamente è più basso che in altre nazioni del nord Europa o del nord America, soprattutto se vai al sud, no? Io leggevo proprio stamattina di una famiglia che da New York, grazie alle proprie origini italiane, no? Il bisnonno siciliano. Ha comprato casa in Sicilia per farci le vacanze, e poi si è trovata talmente bene che ha detto "ma sai c'è di nuovo?"
"Ci rimango". Perché il costo della vita in Sicilia, in Italia del sud è relativamente basso, la qualità della vita invece è alta grazie al clima, grazie al cibo, grazie alla rete sociale, no? Degli italiani che fanno della socialità uno dei punti cardine. Io sorrido sempre quando nelle passeggiate nel mio quartiere passo fuori al circoletto.
È un club, ma non un club per gentiluomini ricchi [dove] vengono serviti piatti di alto livello. No, è spesso un posto dove i pensionati vanno a giocare a carte, a chiacchierare, a parlare di calcio o di politica o di quello che sia e stanno insieme. Quindi anche in età di pensione, i pensionati italiani spesso hanno un circoletto nel paese o nel quartiere dove fare comunità, dove stare con gli altri e non restare da soli.
Che poi in realtà, il circoletto come può essere anche tranquillamente il bar del paese, quando il paese è molto piccolo.
Perché spesso in paesi molto piccoli ci si ritrova nella piazza dove ci sono gli unici due bar.
È vero. E rapidamente invece perché c'è chi va via?
Perché c'è chi va via? Perché non c'è nessuna... Cioè tutte le offerte che ci sono all'estero per i giovani per studiare, ma anche per lavorare, sono migliori o semplicemente sono. Al contrario di quelle che non sono in Italia.
Sono nel senso di esistono.
Esatto, esistono. Mentre in Italia spesso non esistono queste opportunità. Poi ovviamente c'è da specificare. Nel senso che a volte ci sono, ma le offerte sono sempre al ribasso perché c'è una modalità sbagliata nel valutare il lavoro delle persone, quindi monetizzare questo lavoro. No, monetizzare non lo so. Valutare.
Eh, ma in realtà è più valutare perché è tipo quanto un'ora di lavoro vale. E comunque questa cosa viene fatta ancora male per vari motivi, perché le tasse sono alte per tutti, perché ci sono situazioni di squilibrio e quindi molti accettano di lavorare con paghe molto basse, troppo basse. E poi c'è anche il fatto, secondo me, che molti italiani o molti ragazzi che nascono qui, vanno via, e c'è poco la... Però questo è un discorso enorme e lunghissimo che faremo poi in futuro... C'è poco la predisposizione anche da parte della famiglia a vivere il luogo dove si nasce. Ma c'è sempre questa propulsione della famiglia a spingere i propri figli verso qualcosa che è sempre meglio di dove si è. Anche se in realtà siamo nel 2026, se nasci in Italia, nasci in una situazione buona. Non c'è la necessità di spingere verso qualcosa di migliore, è una cosa che ci portiamo probabilmente dal passato. Ma dovunque nasci sei in una situazione in cui hai tutto.
Quante cose dovrei dire Matteo, non abbiamo tempo e spazio qui, approfondiamo nell'aftershow, nello specifico su questo argomento. Fare la valigia per andare via dall'Italia è molto complesso a seconda del periodo dell'anno.
(Lo sapevi?) Che noi abbiamo almeno due armadi diversi?
Io lo so, io lo so molto bene. Non ho il coraggio di affrontare l'argomento in casa.
Perché in realtà tu dovresti fare il mitico cambio di stagione, ma ogni volta che ci pensi dici "forse settimana prossima".
Esatto. Cosa hai detto? Il cambio di stagione? Cosa intendi? Il passaggio di una stagione, non so, dall'estate all'autunno? È naturale.
Il cambio di stagione è naturale e con il cambio di stagione, in maniera naturale, in Italia si cambia l'armadio. Ora non tutte e quattro le stagioni.
E non fisicamente l'armadio...
E non fisicamente l'armadio... Ma tra l'estate e l'autunno e l'inverno e la primavera, penso che siano questi. Quindi intorno a ottobre e intorno a marzo. Il cambio dell'armadio non è fisico, a volte è fisico, dipende poi dalle possibilità e della quantità di abiti che si hanno e anche dallo spazio. Ma di solito si prendono i vestiti che non si useranno più, perché non fa più quel caldo o non fa più quel freddo, e si mettono in un luogo chiuso che non verrà aperto per almeno sei mesi. E si prendono quegli altri che sono lì da sei mesi e si mettono invece nell'armadio quello lì che viene aperto tutti i giorni per vestirsi. La questione è che ovviamente è tanto lavoro, perché bisogna selezionare, lavare, impacchettare, spacchettare, selezionare e probabilmente rilavare.
È un lavoraccio. E poi non solo c'è il lavoro fisico ma anche psicologicamente è dura da accettare. Ti faccio l'esempio: io adesso ho l'armadio in camera da letto dove ho all'interno le mie cose estive o poco più pesanti. Quindi ho tutte le camicie leggere, magliette, t-shirt, pantaloncini corti, pantaloni leggeri, cose di questo tipo. In un'altra stanza, in un altro armadio, ho tutti invece i maglioni, tute pesanti, tute di pile, cappotti... tutte queste cose così, pantaloni pesanti, eccetera. E al di là del lavoro fisico, è proprio mentale, il punto. Che tu devi svuotare un armadio con tutte le cose dell'estate fondamentalmente, e spostare da un cassetto o da un mobile, tutta la roba invernale e rimetterla lì. Vuol dire che tu quei vestiti leggeri non li rivedrai più per sei mesi, ti devi preparare all'inverno. Booo...
Sta arrivando. Il cambio di stagione in casa sancisce anche un cambio di atteggiamento verso l'esterno. Non avrai più i vestiti che avevi fino a pochi minuti prima, non li avrai per sei mesi. Ne avrai altri.
Anche perché poi si pone il problema, no? Devi conservare tutti i tuoi vestiti estivi, ma c'è qualcosa che va buttato, qualcosa che va tenuto. E quindi la prima scelta che devi fare è cosa tenere e cosa buttare.
Quella per me è la scelta peggiore ed è il motivo per cui io non faccio il cambio di stagione.
Poi puoi mai mettere nel mobile roba sporca?
Eh no, devi pulire e lavare tutto, impacchettare tutto.
Quello che non butti lo lavi, lo stiri e poi lo metti nell'armadio di riserva, tra virgolette. Stessa cosa fai poi con i vestiti dell'inverno. Insomma è un bel lavoraccio, e noi ci siamo lamentati del caldo, a lungo negli ultimi mesi, però poi quando fanno giornate piovose per una settimana intera tu dici...
Dici "ma forse forse devo fare il cambio".
"È arrivata l'ora di fare il cambio di stagione." Ci tocca.
Tocca, tocca. Io fortunatamente non faccio il cambio di stagione.
No, perché ne ho non ho tanti vestiti in realtà, e quindi mi basta un armadio piccolo. In cui ho anche altre cose tra cui asciugamani, lenzuola, quindi tutte le cose per la casa. Quindi io ho semplicemente un cassetto in quell'armadio, in cui ci sono tutti i maglioni e tutte le cose per l'inverno, che apro quando arriva l'inverno e tengo chiuso, finché l'inverno non arriva. E poi altre cose rimangono lì, tipo pantaloni pesanti o giacche, sono appesi nell'armadio e quando mi servono le prendo, sennò no. Anche perché ci sono delle cose che ho dovuto portare in Inghilterra.
E che hai lasciato in Inghilterra o hai riportato?
Alcune sì, quest'anno no perché ha fatto caldo, però fino agli anni passati, anche andando in Scozia, comunque, avevo bisogno di vestiti pesanti. Voglio ricordare che un paio di anni fa in Scozia abbiamo acceso un camino in estate.
Guarda, però ti interrompo perché secondo me non è così semplice come la fai tu. Se fosse così nessuno farebbe il cambio di stagione, invece secondo me è molto più complicata, ma ne dobbiamo parlare nel nostro aftershow, quindi cominceremo nel nostro aftershow ad approfondire questo argomento. E poi hai detto un paio di cose molto interessanti anche sulla fuga dei giovani dall'Italia o il rientro di alcuni di questi. Quindi tanta carne a cuocere per il nostro aftershow.
Allora, andiamo subito. Una domanda prima di andare. Tu hai ripreso a bere il caffè? Lo bevi ancora?
Sì, ho ripreso a bere il caffè. Ha vinto ancora una volta il caffè.
Ha vinto il caffè. Per essere più al corrente, per venire con noi, basta essere membri della comunità Easy Italian.
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